
Che strano questo tempo... Quando dovrebbe far freddo ci sono temperature caraibiche. Ti aspetti l'inizio della primavera più calda degli ultimi decenni e invece vieni gelato da una perturbazione proveniente dalla Groenlandia. Che strano, succede lo stesso nel mio microcosmo. Stesse sensazioni in mondi diversi. Paralleli forse. Sicuramente in simbiosi. Ti guardi nello specchio dell'anima e ti rendi conto, all'improvviso, di esserti scoperto troppo. Sei rimasto nudo, solo, davanti a te stesso. Te la prendi con il tuo ego riflesso, per esserti trovato in uno sbaglio che avevi promesso di non ripetere. Ancora una volta, troppo. Non faceva così caldo, ma non ci avevi fatto caso. O forse non avevi voluto. Un pò per gioco, un pò per fare il duro. Bravo! Ora hai i brividi. La pelle d'oca ti rizza ogni pelo attaccato alla cute. Ti avvolgi le braccia al corpo per darti un po di calore. Una bella sensazione, ma che ha il gusto del miraggio. Senti un impellente bisogno di coprirti. Il pensiero alla domenica prima, sereno e spensierato, in maniche di camicia, ti rende triste e malinconico. Proprio come il tempo. Che strano. Con un pò di amarezza e dispiacere, indossi di nuovo la maglia. No. Non quella della salute, fatta di lana. Quella di acciaio, che va sotto le armature. Quella che serve a rendere più resistente e meno perforabile la corazza. Chiudi tutte le finestre. E te ne stai al calduccio, rannicchiato dentro di te. Aspettando che fuori torni il sole.
Musica: Glenn Frey - Strange weather.

