venerdì, 30 marzo 2007
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In questo periodo sono un pò confuso... Una confusione positiva. Cammino sempre a testa alta, così mi capita di osservare quello che mi gira intorno. Da qualche giorno a questa parte, è come se fosse cambiato qualcosa. Vedo addosso a me tanti occhi puntati. Tanto interesse. Sarà la primavera? Sarò io che sono più ricettivo? Forse... O forse no...
Fuori, bene o male, me la cavo. Dentro invece ho perso il controllo. Il caos cosmico. Lo status sociale in cui verso mio malgrado, alla mia età, mi porta a condurre una vita irregolare. La sera (e se è solo un pasto devo ringraziare il fatto che l'azienda per cui lavoro ha una mensa!), quei pochi giorni che sono a casa, mangio quando capita, quando mi va, quello che trovo. Il mio istinto di sopravvivenza mi permette di non avere mai il frigo vuoto, per fortuna. Dovrei solo avere con me un tutor, che mi affiancahi nelle incursioni tra gli scaffali del supermercato!
Dormo poco e male. La notte arriva sempre troppo tardi. E la sveglia suona sempre troppo presto. Faccio lo stesso sogno da giorni... Mi ritrovo, naufrago, su di una zattera, alla deriva in un mare di ormoni in tempesta. Sono frastornato dal richiamo di mille sirene. Non so da che parte guardare, dove provare a direzionarmi. Ma riesco a salvarmi. Vengo accolto da un'isola sperduta nell'oceano, di cui non conosco il punto sulla carta geografica. Poi l'inquadratura cambia. Un piccolo ramo tra le dita, scrivo sulla sabbia nomi che le onde del mare, dopo qualche attimo, non mi faranno più leggere. Puntuali. Io scrivo, loro arrivano a cancellare tutto. I nomi cambiano. Il risultato no.

Segnali?? Forse. Ma anche no. Probabilmente il mio ego ha già fatto la sua scelta. Aspetto solo che me la comunichi. Così anche io avrò il mio sole personale. Il mio sole privato. Tutto per me. Che spazzerà via le nuvole di confusione e irrequietezza che riempiono il mio cielo, come se non ci fossero mai state. Allora la notte più buia non mi ruberà più la luce. E i giorni piovosi saranno solo posti da visitare...
...Non ci avete capito niente?? Tranquilli, nemmeno io, ma ve l'ho detto che sono confuso! 
Musica: Ashley Slater - Private sunshine.
mercoledì, 21 marzo 2007
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Che strano questo tempo... Quando dovrebbe far freddo ci sono temperature caraibiche. Ti aspetti l'inizio della primavera più calda degli ultimi decenni e invece vieni gelato da una perturbazione proveniente dalla Groenlandia. Che strano, succede lo stesso nel mio microcosmo. Stesse sensazioni in mondi diversi. Paralleli forse. Sicuramente in simbiosi. Ti guardi nello specchio dell'anima e ti rendi conto, all'improvviso, di esserti scoperto troppo. Sei rimasto nudo, solo, davanti a te stesso. Te la prendi con il tuo ego riflesso, per esserti trovato in uno sbaglio che avevi promesso di non ripetere. Ancora una volta, troppo. Non faceva così caldo, ma non ci avevi fatto caso. O forse non avevi voluto. Un pò per gioco, un pò per fare il duro. Bravo! Ora hai i brividi. La pelle d'oca ti rizza ogni pelo attaccato alla cute. Ti avvolgi le braccia al corpo per darti un po di calore. Una bella sensazione, ma che ha il gusto del miraggio. Senti un impellente bisogno di coprirti. Il pensiero alla domenica prima, sereno e spensierato, in maniche di camicia, ti rende triste e malinconico. Proprio come il tempo. Che strano. Con un pò di amarezza e dispiacere, indossi di nuovo la maglia. No. Non quella della salute, fatta di lana. Quella di acciaio, che va sotto le armature. Quella che serve a rendere più resistente e meno perforabile la corazza. Chiudi tutte le finestre. E te ne stai al calduccio, rannicchiato dentro di te. Aspettando che fuori torni il sole.
Musica: Glenn Frey - Strange weather.
venerdì, 09 marzo 2007
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E così anche quest'anno ci siamo quasi. Il giorno più importante si avvicina. Meno di una settimana e saremo all'ennesimo giro di boa. Le previsioni meteo dicono che stavolta il lato di regata dovrebbe essere quello giusto. Quello dove soffia il vento. Che gonfierà la mia vela e la spingerà lontano. Ieri mio fratello mi ha chiamato e mi ha chiesto: "Fabrì che posso regalarti per il tuo compleanno?". La reazione iniziale è stata quella di rispondergli "Ma che domanda è?? E il gusto della sorpresa? Di scartare il pacco? No no Emanuè, non farmi niente, grazie".

Rimurginandoci sopra però, ho poi realizzato che questa domanda mi ha spiazzato. Mi ha dato un sacco di spunti. All'improvviso mi sono reso conto che il lavoro, pesante e pressante in questo periodo, mi ha fatto perdere contatto con la realtà. Che i giorni scorrono nel calendario, anche se io non lo guardo. Che non ho ancora pensato a cosa fare al mio compleanno. E che ho poco tempo per organizzare qualcosa di decente... Già... Cosa fare? Cosa voglio per regalo?
Pensandoci un pò superficialmente e distrattamente non mi viene in mente niente. Ho tutto quello che mi serve. Tranne i soldi. Ma quelli non mi piacerebbe riceverli. Anche se poi, come si fa a dire di no ad un mucchietto di banconote da 50 euro?? Abbigliamento no. Se ho bisogno di qualcosa, la compro a gusto mio. In questo periodo non sto leggendo molto e comunque ho tanti libri ancora da leggere. Come i dvd ancora da vedere. O i cd ancora da ascoltare. Non saprei...
In un attimo, però, l'illuminazione... Come ho fatto a non pensarci subito! Lo so da tempo cosa voglio. Quello di cui ho bisogno è solo un po più di tempo. Per trovare il modo di vivere meglio e al meglio la mia vita. Una scossa. Che mi svegli e mi faccia uscire dal torpore di questi giorni tutti uguali. Un pò di serenità. Per tornare ad essere la persona affabile ed amabile di qualche tempo fa. Non chiedo la felicità, no, quella viene dopo. Viene da se, una volta verificatesi alcune condizioni. E io mi accontento di poco. Di un passo alla volta.
Speriamo che qualcuno potrà regalarmi quello che chiedo.
...Quasi quasi richiamo mio fratello...
Musica: Air - All I need.