giovedì, 29 settembre 2005
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L'importanza dell'essere... o dell'avere?

Ieri sera. Ore 21. Ho appena finito di cenare e mi appresto a passare una seratina tranquilla, spaparanzato sul divano della mia cameretta, davanti alla TV a guardarmi un bel dvd... La scelta é caduta, dopo un po di indecisione, su Troy. E' tutto pronto. Sto per infilare il disco nel lettore, quando all'improvviso il mio telefonino inizia a squillare... "Fabrí, se non hai niente da fare e passi per il centro, metti su la prima canotta macchiata che ti ritrovi e passa al Gilda!! Ci vediamo li davanti alle 23!". Paolo, mio grande amico, nonché uno dei piú forti art director di Roma (e del litorale laziale durante l'estate) mi ha appena invitato al compleanno di Monsieur Giancarlo Bornigia. E chi caxx'é? direte voi... Per chi non lo conoscesse, é il proprietario dei 3 locali piú alla moda e famosi di Roma: Gilda, Piper e Alien. Non male il signorotto eh??
Stacco tutto e mi preparo per questa uscita, imprevista ma gradita. Doccia veloce, mi asciugo i capelli, deodorante. Mi infilo la camicia azzurra, quella che fa fighetto. I jeans. Metto quelli piú nuovi, si, che mi stanno bene addosso. Le scarpe intonate alla cinta e quella bella giacca di velluto color cammello... Ci siamo. Mi piaccio. Una spruzzatina di profumo. Vado.
Una ventina di minuti e sono sul posto. Manca qualche minuto alle 23. Passa qualche attimo e vedo Paolo. Poi piano piano arrivano anche altri nostri amici: siamo in pochi, solo noi "organizzatori" del weekend. Entriamo.
Lo spettacolo che mi ero immaginato, venendo giú, era un "cicinin" diverso da quello che mi trovo ora davanti agli occhi. Sembra di stare a Villa Arzilla! La media degli ospiti si aggira intorno ai 50 anni... Non male eh! Il primo pensiero che ho avuto é stato "ma porc... mi sono pure messo in tiro per questi qua..." (vabbé, vi ho espresso il concetto passato al setaccio
).
Tanta gente, tantissimi uips! Dai comici ai cantanti, dai prestidigitatori alle soubrettes, tutti rivolti al maxischermo e ai mini televisori sparsi per la stanza. Va in onda un video in cui tutti gli ospiti della serata (e anche altri che non sono potuti intervenire personalmente) fanno gli auguri al sor Giancarlo, 75 anni di viscidume cosmico. "Grazie boss per avermi dato un lavoro"... "Giancarlo ti saró sempre riconoscente per aver reso possibili tutti i miei sogni!"... "Tanti auguri alla persona piú bella del pianeta"... E cosí via, un ora di lecchinaggio all'ennesima potenza per il "Re" della notte capitolina.
Inizia la musica, prima un gruppo dal vivo, poi un po di commerciale/house e la pista si comincia ad animare. Gli anzianotti cominciano a guadagnare l'uscita e defluire amabilmente, dopo aver pellegrinato verso la sedia del "Re", immobile li sopra (sará il sonno, sará che é un po rimbambito di suo, sará il caffé!), a farsi fare baciamani a non finire come se fosse un cardinale o addirittura il papa... La vera serata inizia in quel momento. Le casse iniziano a diffondere il ritmo della dance 80 e house... L'ambiente ora é piú "giovane" e "fashion", ma non riesco proprio ad avere una buona impressione del locale... Vedo strani movimenti. Donne trentenni, bellissime, mano nella mano a degli attempati ultra cinquantenni, cubiste con abitini succinti che richiamano rigagnoli di bava da ogni angolo del locale (ma non erano passate di moda??), Solange con una magliettina rosa degna della migliore edizione del Gay Pride... No, non é la mia serata. Non mi ci ritrovo. Si é anche fatto tardi.
Saluto tutti gli organizzatori, strizzo l'occhio alla barista (l'unica ragazza degna di nota - ndf = nota di faber) e torno alla macchina. Mi guardo intorno mentre cammino. Almeno una cosa positiva questa serata ce l'ha (oltre ad essere stato con gli amici): Roma di notte é bellissima. Tutta illuminata. Scendo dal pincio verso piazza di Spagna. Via del corso. Mi si apre davanti lo spettacolo del Vittoriano. Un gioco di luci fantastico. Poi via via mi scorrono ai lati i fori, il colosseo, piazza san Giovanni... Casa si avvicina. L'ora in cui suonerá la sveglia anche.
martedì, 27 settembre 2005
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Sto guidando da ore, il livello del carburante si abbassa, ma non riesco a fermarmi e non so perchè. Nei momenti più brutti della mia vita ho sempre amato mettermi in macchina di notte, illuminato solamente dalle luci della luna e dell'autoradio.
Girare senza una destinazione specifica, guidare e basta, seguendo, in un immaginario percorso, le traiettorie della mente. Mi aiuta a pensare, a rilassarmi. La musica non l'ascolto neanche, ma fa parte dell'ambiente. Se non ci fosse mancherebbe qualcosa...
Di notte non ci sono gli scooter che ti spuntano davanti all'improvviso, i camion che si superano tra loro, il caos dell'ora di punta. Quando la cittá dorme, le strade si trasformano in lunghissime distese di asfalto, libere, vuote... E allora vai, libero di spingere un po di più l'acceleratore e andare lontano. La mente spazia ed inizia a percorrere le strade che portano al subconscio, che ti guidano negli angoli più remoti del tuo io.
Stasera é una di quelle sere: vago senza meta, con le mani incollate al volante, gli occhi fissi all'orizzonte e la testa che, piano piano, inzia a liberare i pensieri. Ho voglia di lasciarmi andare, di guardarmi dentro. Sto cercando delle risposte che forse non avró mai... Rifletto sul mio passato, sul mio presente e sul mio futuro. Ma stasera tutto mi riporta indietro a un paio di anni fa. Forse 4.
Le notizie recenti, arrivate per vie traverse, sembrano tramare contro la mia felicitá, bramare contro la serenitá che cosí faticosamente ho riconquistato. A novembre lei dará alla luce un figlio, con qualcuno che non sono io, un nuovo partner che mi ha sostituito in tutto e per tutto: la casa, i sentimenti, le foto, la settimana bianca e la vacanza al mare...
Percorro le strade della vita, incrocio altre vie, che a volte scorrono parallele ad altre ancora, creando una fitta rete di intrecci. Alzo gli occhi al cielo. Mi chiedo come fanno le stelle a rimanere attaccate lassú, senza cadere...
Una domanda mi balena spesso in testa: "L'amore vero, quello con la A maiuscola, capita solamente una volta nella vita?" Se sapessi con certezza che la risposta é si, beh, mi sentirei sollevato. Avrei ancora la mia chance da sfruttare, le mie carte da giocare. Come al solito, il tempo sará galantuomo. Un giorno sapremo veramente se l'amore può spostare le montagne, ma soprattutto mi sarà chiaro perchè non sono stato io quello giusto per lei.
Fuori c'è vento, soffia forte, chissà cosa sta dicendo... Mi viene in mente Jimi Hendrix e il suo vento che piangeva Mary... Arrivo nel luogo dove ci siamo incontrati. E'un susseguirsi di emozioni, le mie labbra abbozzano un sorriso. E'un sorriso amaro, triste, per quello che poteva essere e non é stato.
Avrei voluto portarla sull'arcobaleno e, da li, farle vedere come le stelle cadenti si infrangono contro l'acqua del mare. Non me ne ha dato la possibilitá. Il suo desiderio di non fermarsi, la sua voglia di non mettere le tende, la ricerca di qualcosa sempre nuovo ha prevalso in lei. E cosí, in poco meno di un anno, mi sono ritrovato al punto di partenza. Un ex tra gli ex.
Si é fatto tardi, domattina si lavora, meglio rimettersi in viaggio e tornare a casa... Mi aspettano ancora tanti kilometri prima che suoni la sveglia.
giovedì, 22 settembre 2005
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Che fine ha fatto Faber? Ha già perso la sua vena? Ha già mollato il blog?
No. Ma non è un periodo facile per me. Mi vedo dentro un tunnel, in cui sono entrato più di un anno fa... E' lungo, tanto, ma dopo tutto questo tempo sto iniziando a vedere la luce... Questi sono giorni di cambiamenti radicali. Ho fatto pulizia nella mia mente, ho rimesso un po a posto i pezzi e il puzzle piano piano si avvia alla soluzione.
Mi sono liberato di una relazione (che parolone!!), finita già da maggio ma che ha avuto degli strascichi, da parte sua (io quando chiudo chiudo, mi dispiace), fino ad agosto. Succede quando si viaggia con due andature diverse... Mi sono avvicinato a lei perchè, conoscendola poco, mi sembrava una persona interessante. Un classico. Succede sempre così quando due persone si avvicinano. Una volta che ho inziato a frequentarla, però, ho capito che non era così, a discapito della sua età anagrafica. Già quando una persona si loda definendosi bella, simpatica, una che ci sa fare con gli uomini mi lascia perplesso, ma non sono uno che esprime giudizi affrettati. Mi ci sono voluti un paio di mesi per rendermi veramente conto di chi avevo davanti... Un paio di mesi in cui siamo spesso andati a cena fuori, l'ho portata a Londra per il suo compleanno regalandole il biglietto aereo, cinema e serate con gli amici... Un paio di mesi in cui lei non ha mai nemmeno fatto la finta di tirar fuori il portafogli... Io, che sono per metà buono e per l'altra metà co£$%&ne, ho lasciato che se ne approfittasse, ma intanto, piano piano, aprivo gli occhi. Una sera, eravamo già agli sgoccioli, mi propone di andare al cinema... Io però non mi sento granchè bene (infatti i tre giorni seguenti sono stato a casa con febbre e raffreddore) e glielo dico, meglio rimandare. Un po stizzita mi risponde "vabbè, vorrà dire che mi organizzerò per conto mio..." Pregooooooo??? Le chiedo "ma tu vuoi andare al cinema o stare con me?" Lei replica "beh... voglio andare al cinema ma se ci andassi con te sarebbe meglio..."
Mi sono cadute le braccia... Ce ne sarebbero di episodi simili a questi da raccontare, ma non lo farò... Forse verranno fuori nelle scritture successive, forse no... Comunque, in quel momento ho capito che era meglio lasciar perdere, in fin dei conti me lo diceva sempre mio nonno materno, "non si tira fuori il sugo da una rapa"!!
La lascio, non la chiamo più, anzi, quando la vedo cerco di evitarla. Non perchè voglia scappare da lei. La sua presenza mi imbarazza. La sua insistenza mi infastidisce. Lei dopo qualche giorno mi chiama e mi dice che si è accorta di quanto io sia importante per lei, di quanto è cambiata. Mi prega di darle una seconda chance, dice che saremo la coppia più bella del mondo ora che ha scoperto di essere presa da me... Ma io ormai sono cambiato. Ho tirato il freno a mano. Con la testa sono da un'altra parte. Purtroppo (per fortuna in questo caso) sono fatto così: tengo in altissima considerazione tutti, da subito, do fiducia illimitata, ma quando una persona mi cade dal piedistallo è finita, non ha più visibilità ai miei occhi... E così è stato. Due mesi di "rapporto". E altri due mesi passati a rincorrermi, ad urlare al mondo di essere innamorata di me, a chiedere alla gente, ai miei amici, di mettere, parlando con me, una buona parola per lei.
Ora non ci salutiamo più, ha cominciato a sparlare di me. Con chi non mi conosce molto, ma anche con i miei amici, quelli che sanno veramente come sono fatto. Non lo trovo un colpo di genio. E per l'ennesima volta non ci fa una gran bella figura... Per cosa poi?? Per ripicca, per vendetta. Lei, la donna che ci sa fare con gli uomini, quella che lascia e non viene mai lasciata, per una volta ha fallito. Non ha avuto una seconda possibilità per poi mollarmi per prima. E non ci sta. Peccato, ha perso un'altra occasione per dimostrare che non è la persona che tutti pensano che sia...
Scritto da Faber01
alle ore 21:38 ||
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mercoledì, 14 settembre 2005
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Ci credete voi nell'amicizia tra due esseri umani di sesso opposto?
E' abbastanza spinosa come questione e se ne discute da sempre. Se parlate con una donna vi dirá: "Non puó esistere l'amicizia tra uomo e donna, perché l'uomo si nasconde dietro falsi moralismi e vi promette mare e monti, ma alla fine si sa che il suo unico scopo é quello di portarla a letto!". Non fa una piega. Alcune giá annuiranno con la testa, dopo queste poche righe.
Io (fortunatamente) ci credo invece. E non perché vivo nel mondo delle favole, tanto meno perché sono un inguaribile romantico. Semplicemente perché la vivo. Lei si chiama Anna, qualcuno di voi la conosce giá di persona, altri me ne avranno sentito parlare, molti fino ad ora ne ignoravano l'esistenza. Bene, ve la presento:


La conosco dal 1996. Un incontro abbastanza fortuito. Amica di amici in comune, dopo qualche giro di prova, é venuta a "vivere" nella nostra comitiva. Avete mai sentito parlare di affinitá elettive? Beh, piano piano, giorno dopo giorno, in 9 anni siamo diventati amici per la pelle. Due fratelli. E senza mai che il pensiero di finire a letto insieme ci sfiorasse.

Da 9 anni a questa parte, Anna "marchia" le mie giornate piú belle con la sua allegria e quelle piú brutte con i suoi consigli. La nostra amicizia è un legame forte, senza ossessione e senza possesso. Ci sentiamo e ci vediamo quando ne abbiamo voglia, quando ne abbiamo bisogno. Possono passare giorni, mesi, non fa niente. Sappiamo di esserci sempre l'uno per l'altra. Abbiamo fatto le vacanze insieme, abbiamo dormito nello stesso letto, spesso quando usciamo da soli ci scambiano per una coppia di fidanzati. Ci "ammazziamo" sempre dalle risate.
Tra noi c'é quella sintonia che non riesco a trovare in un rapporto d'amore. Ma questo, forse, sará argomento per una nuova discussione.
Spero con questo esempio, di far ricredere tutti gli scettici, sapendo benissimo che non sará facile.
martedì, 13 settembre 2005
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Leggo a destra e manca di gente triste in giro per i blog di internet. Chi ha perso di vista le vecchie amicizie, chi non crede piú nella magia della tecnologia, chi si sente solo... Avrei voluto sovvertire questa tendenza scrivendo il primo messaggio che parla di me. Ma purtroppo faccio parte della terza categoria. Ebbene si. Mi apro qui nel blog per confidarvi che da un po di tempo mi sento solo. Solo in mezzo a tantissima gente. Ho gli amici storici, ho l'affetto dei cari, ho la stima dei colleghi di lavoro... Eppure non mi sento completo. Mai come ora sento la mancanza di una persona che mi stia vicino. Una persona da amare, da coccolare e a cui chiedere conforto nei momenti di stress e di paura. Di situazioni negative in 33 anni che campo ne ho avute tantissime e quasi tutte concentrate in questi primi 5 anni del nuovo millennio. Ma oggi credo di poter dire di aver toccato il fondo della scala. Sono giú, e non ne capisco il motivo. Una persona a cui ho confessato questo malumore mi ha detto, non conoscendomi granché, che evidentemente sono una persona che non riesce a vivere da sola. "Evidentemente" questa persona si sbaglia alla grande. Chi mi conosce sa cosa ho passato negli ultimi 2 anni. Chi mi conosce sa che ho "troncato" rapporti che non mi avrebbero portato da nessuna parte per stare bene con me stesso, a costo di rimanere solo.
In questi due anni sono cambiato, me ne sto accorgendo piano piano. Non mi sono mai accontentato, nei rapporti sociali come nella vita di coppia, ma credo di essere diventato piú stronzo e menefreghista. Grazie ad esperienze poco edificanti. Ora peró, se mi guardo intorno, vedo solo desolazione. Il problema secondo me é insito nella donna: non si "accontenta" mai di quello che ha ma cerca sempre di piú, sempre il meglio, non godendosi quello che di buono potrebbe darle il rapporto attuale. Se oggi ha 10 lei vuole 15, allora molla il tizio che le da 10 con tanto amore, e trova quello che le puó dare 15. Ma quando si accorge che pure 15 non le basta, va alla ricerca di quello che puó darle 20... Cosí fino alla fine dei suoi giorni. E quando, ormai vecchia, guarderá indietro, al suo passato, si renderá conto che ha trascorso tutta la vita a cercare quell'amore che avrebbe potuto avere intorno ai 30 anni...
Devo pensare che non ci sia la mia "mezza mela" tra le ragazze di oggi? Tutte intraprendenti, tutte indipendenti, tutte troppo impegnate a far carriera per accorgersi che qualcuno le aspetta, pronto a donarle il cuore. Tanto per citare le famosissime contraddizioni della vita: in questo momento sento che ho tanto da dare, ma non c'é uno straccio di donna pronta a ricevere. Ehi donne all'ascolto??? Yuhuuu... In fin dei conti cosa chiedo... Una persona che sappia accettarmi per come sono, per quello che sono, tenersi i pochi pregi e soprattutto i tanti difetti (va da se che tutto ció va ricambiato). Solo cosí si possono gettare le fondamenta per una relazione seria e duratura... Mi piace paragonare il rapporto di coppia ad una barca nel mare... per andare avanti devi remare da tutte e due le parti... Se remi da una parte sola cominci a girare su te stessa e resti sempre al solito punto...
(Qualcuno questa mi sa che l'ha giá sentita).
Mi tiro su pensando positivo e guardando il bicchiere mezzo pieno (per fortuna il mio carattere in questo mi aiuta): credo nel destino e so che prima o poi qualcosa di bello succederá anche a me. Sperando che sia prima della pensione!
Intanto qualcosa é successo. Un assaggino l'ho avuto, vero TU? 
Scritto da Faber01
alle ore 14:43 ||
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lunedì, 12 settembre 2005
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Mmmm apro oggi il mio nuovo blog e leggo questa notizia (peraltro datata Gennaio 2005)... Mi devo spaventare?
Critica il capo nel suo blog: licenziato
- Libraio di Edimburgo cacciato dal superiore: lo aveva definito «diabolico» e «portasandali» -
La commissione disciplinare ha deciso alla svelta: «Il signor Gordon ha infangato il buon nome dell’azienda. Va licenziato». Era il 5 gennaio scorso. Oggi Joe Gordon è un uomo disoccupato. Ha 37 anni e gli ultimi undici li ha passati dietro gli scaffali di uno dei negozi della catena di librerie Waterstone’s, a Edimburgo, in Scozia. Mai un errore, mai un rimprovero né una leggerezza. Joe è sempre stato un lavoratore irreprensibile. Ma ha commesso un passo falso: ha parlato male della sua azienda e, ancora peggio, del suo capo, dalle pagine di «Woolamaloo Gazette», creatura blog nata dalla sua passione informatica nel 1992. Convinto che nel suo diario online si potesse consentire toni che mai avrebbe usato al lavoro, Joe si è lasciato andare a definizioni poco lusinghiere della libreria e dei suoi dirigenti. Ha storpiato il nome della Waterstone’s in «Bastardstone’s», ha parlato di orari da «schiavitù», ha soprannominato il dirigente «capo diabolico» o «portasandali», sia pure non citandone mai il nome e il cognome, e lo ha paragonato a personaggi dei cartoni animati scelti per la loro debolezza e perché continuamente sbeffeggiati.
Non che il blog di Joe si occupasse esclusivamente della Waterstone’s. Tutt’altro. Sulle sue pagine web si è sempre spaziato dai fatti locali alla guerra in Iraq, da argomenti scientifici a questioni sociali. Sono state soltanto poche righe a «incastrare» il blogger. Poche frasi che l’azienda ha letto come un tradimento, un «discredito» imperdonabile. Il verdetto della commissione disciplinare non ha lasciato vie d’uscita: licenziamento in tronco per «fatto grave», con la possibilità - hanno fatto sapere i vertici della Waterstone’s - di un regolare ricorso.
Joe Gordon ha provato a spiegare, a protestare: «Non intendevo offendere o ferire nessuno. E non ho affatto attaccato la società sistematicamente, come dicono loro. Parlavo della mia vita al lavoro soltanto in modo satirico. Tutto qui. Se mi avessero chiesto di non parlare più del mio lavoro sul blog io lo averi anche fatto. E invece hanno preferito usare le maniere forti..». La notizia del licenziamento naturalmente è approdata sul web nel giro di poche ore. Risultato: una marea di e-mail di protesta per la Waterstone’s. Ed è tornato a galla l’eterna discussione fra i navigatori del mare di Internet: casi come questi sono da considerare libertà di espressione o diffamazione?
Il licenziamento di Joe Gordon è primo del genere nel Regno Unito ma, in altre parti del mondo, la stessa sorte è già toccata ad altri blogger. Il caso più clamoroso fu negli Stati Uniti. Ellen Simonetti, hostess della Delta Air Lines, perse il lavoro per aver osato pubblicare sul suo diario web una fotografia che la ritraeva in divisa.
Luca Sofri, blogger navigato, non vuole sentir parlare di limiti applicabili ai blog piuttosto che ad altri media: «Il fatto è che i blog non sono diversi dai siti, dai giornali, dalle radio o da qualsiasi altro mezzo di informazione - dice -. Quindi non ci sono differenze: valgono le stesse regole di sempre. Quelle del buon senso. Quando si scrive qualcosa su una pagina Internet, che sia un blog o un sito, ha senso farlo rimanendo nei confini della legalità. Poi, come in tutti i settori, si capisce che anche fra i blogger ci sono gli idioti e le persone per bene, i bravi e i provocatori...»
Luca Conti, giovane autore di blog, prova invece a immaginare cosa farebbe lui se volesse parlar male del suo datore di lavoro: «Prima di tutto eviterei di presentarmi con nome e cognome e poi non userei nemmeno il nome vero di chi vorrei deridere. Ci vuole un po’ di furbizia. Se Joe Gordon ha davvero esagerato non poteva certo pensare di farla franca. E’ un errore che fanno in tanti. Pensano di poter calcare un po’ la mano, convinti che tanto nessuno legge i blog». Forse è stato proprio questo lo sbaglio dell’impiegato scozzese: sottovalutare la capacità di diffusione di Internet.
Meditate gente meditate... 
Scritto da Faber01
alle ore 23:33 ||
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lunedì, 12 settembre 2005
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Alla fine... Eccomi qua!
Benvenuti sul mio blog nuovo nuovo di zecca!
Grazie all'insistenza (nemmeno troppa a dire il vero) di una mia amica (ti offendi se ti chiamo cosí?
), mi sono deciso ad aprire un mio blog. Ora il problema sará trovare il tempo e gli spunti per scrivere qualcosa di sensato. Qualcuno dice che ho giá fatto le prove e non me la cavo male nella scrittura. Questo blog mi servirá anche per avere un riscontro se quello che dice 'sta tizia é vero.
Ai posters l'ardua sentenza!
Grazie Asia.